Tribunale di Lanciano. Avvocati proclamano due giorni di sciopero
Lo Studio RSD comunica alla propria Clientela che nei giorni del 20 e 21 gennaio 2022 aderirà all’astensione delle udienze civili, penali e dagli incontri di Mediazione presso l’Organismo di Mediazione dell’Ordine degli Avvocati di Lanciano, come proclamato dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati nella seduta dell’8/01/2022.
Perché ci asteniamo?
Il 14 settembre 2022, in attuazione del D.Lvo 155/2012 di riforma della Geografia giudiziaria, il Tribunale di Lanciano verrà chiuso ed accorpato, unitamente a quello di Vasto, al Tribunale di Chieti.
La soppressione dei cd Tribunali minori è già avvenuta nelle altre Regioni, mentre in Abruzzo, per via del sisma del 2009 e del successivo del 2017 la sorte dei Tribunali di Sulmona, Avezzano, Lanciano e Vasto ha subito una serie di proroghe, sino all’ultima e – a quanto pare definitiva – “deadline” del 14/09/2022.
Non è prevista, infatti, alcuna ulteriore proroga nel decreto milleproroghe.
I presidenti dei 4 COA ed i Sindaci delle città coinvolte stanno lavorando di concerto con i parlamentari abruzzesi per la presentazione di un emendamento nella legge di conversione.
Le ragioni di questa caparbia ostinazione non risiedono in uno sterile campanilismo, ma sono dettate dal fondato timore che gli effetti della riforma siano diametralmente opposti a quelli che la ispirano: non conterrà i costi della Giustizia, non snellirà né garantirà un accesso migliore alla stessa.
Ad oggi, infatti, concretamente nessuno sa come l’accorpamento verrà realizzato.
Cosa accadrà ai ruoli dei Registri Generali, ai ruoli d’udienza, dove e come si terranno le udienze?
Appare inevitabile prevedere slittamenti, lunghi rinvii, che andranno a gravare ulteriormente sulla già lenta “macchina della Giustizia”, in un quadro già compromesso anche dagli effetti della pandemia.
È evidente la impossibilità logistica di accorpare tre Tribunali a Chieti in considerazione della inadeguatezza ed incapienza degli edifici, a fronte della quale è stata progettata (e si tratta ancora solo di un progetto) la ristrutturazione, anche mediante l’acquisto, di vecchi palazzi limitrofi alla sede del Palazzo di Giustizia di Chieti, con costi ulteriori ed esorbitanti e tempi lunghissimi per la realizzazione e la predisposizione degli edifici.
Ai dubbi dettati da motivazioni contingenti e logistiche si aggiungono anche quelli “tecnico-giudiziari” determinati dall’impatto delle riforme del processo civile e penale già promulgate.
L’astensione proclamata per il 20 e 21 gennaio è solo il primo degli atti di protesta che i Consigli degli Ordini degli Avvocati interessati intendono porre in essere a fronte della sordità delle Istituzioni, dinanzi ai legittimi dubbi ed alle fondate perplessità evidenziate ma rimaste frustrate e prive di ascolto.
Ricorderete lo stralcio dell’emendamento approvato dal Senato, da parte della Presidente del Senato a luglio scorso.
Non solo. Il Ministro della Giustizia non ha fornito risposta alle proposte formulate né ha concesso un incontro.
Una simile chiusura al dialogo ed il rifiuto immotivato di una ulteriore proroga inducono pertanto ad azioni “forti” ricorrendo anche allo strumento dell’astensione nel rispetto delle norme di legge.
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